La Bassa parmense, quella fascia di pianura che si estende tra il Po e la Via Emilia, è una zona di grande fascino e suggestioni disegnata dall’acqua, dai pioppeti, dalle fortificazioni signorili e dagli appoderamenti rurali che raccontano una lunga storia di lavoro.

Una terra ricca e generosa che d’inverno si nasconde tra le fitte nebbie per rinascere al caldo sole estivo; un territorio che nasconde, custodisce e dona al mondo sapori inestimabili ed indimenticabili come il Parmigiano Reggiano, la Spalla cotta di San Secondo e il grande Re dei salumi, sua maestà il Culatello.


Cibo

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La Food Valley

Fra le cime aguzze delle Alpi e i verdi declivi degli Appennini si adagia la Food Valley, un territorio che tramanda da secoli i segreti di produzione di eccellenze enogastronomiche conosciute e apprezzate in tutto il mondo. Lavorazioni di nicchia preziose come il Salame di Felino e il Tartufo nero di Fragno si affiancano ad altre più note come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello, divenuti simbolo di una tradizione storica che si può fregiare del titolo di ambasciatrice d’italianità.

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Il Culatello

Il Re dei salumi figlio della nebbia.
Nella Bassa Parmense, dove il re dei salumi è nato, è normale sentir dire agli abitanti “speriamo che venga la nebbia”. Infatti, il culatello deve la sua prelibatezza a particolari condizioni climatiche. Sono il freddo e l’umidità a decretare il successo della stagionatura e, in un certo qual modo, a garantire l’artigianalità della lavorazione. Ricavato dal cuore della coscia, viene lavorato rigorosamente a mano da esperti artigiani. Una volta terminata la stagionatura in umide cantine, il Culatello sarà in grado di regalare sensazioni uniche ed ineguagliabili grazie alla sua dolcezza e complessità aromatica. Tra i suoi estimatori si ricordano Giuseppe Verdi e Gabriele D’Annunzio.


Territorio

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La Pianura Padana

Terre piatte, fredde e umide d’inverno e roventi d’estate, dove i campi danno frutti abbondanti e l’acqua del Grande Fiume porta lavoro e ricchezza. Piccoli paesi o importanti cittadine, tutte ricche di insigni monumenti e di memorie: dai fasti dei Pallavicino, che governarono saggiamente la zona per oltre sette secoli, alle memorie musicali verdiane alle reminescenze ironiche e beffarde di Giovannino Guareschi, che nel suo “Mondo piccolo” specchiò figure e umori della Bassa padana.

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I Castelli del Ducato

L’entroterra emiliano custodisce numerosi tesori; uno di questi è senza dubbio la rete dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, che si innalzano dalla fertile pianura padana fino alle scenografiche montagne dell’Appennino, rendendo il paesaggio davvero memorabile. Nel corse dei secoli questo territorio ha visto il succedersi di numerose famiglie nobili (come i Farnese, i Borbone di Parma, i Pallavicino, i Visconti, i Meli Lupi, i Gonzaga, i Rossi, i Sanvitale, gli Sforza, i Landi e i Malaspina) che vi hanno lasciato un segno indelebile. La traccia più tangibile è ancora oggi costituita da queste antiche dimore – castelli, rocche e ville – che testimoniano il passato importante di queste terre.